Avete mai pensato realmente cosa sia una conferenza, con circa 200 paesi, che tratti un argomento così delicato come il riscaldamento climatico? Da sempre mi sono sempre interessato su questo argomento, quindi per fortuna un po’ ero già preparato. Il fatto è che in conferenze come questa si incontrano solo sigle ed acronimi, centinaia. U.N.F.C.C.C., A.W.G.-K.P., A.W.G.-L.C.A., A.O.S.I.S., L.D.C., R.E.D.D., etc… Tanto che mi sono chiesto: ma se durante la conferenza mi verrà sete dovrò chiedere un bicchiere di A.C.Q.U.A.?

Oggi finalmente si aperta la conferenza di Bonn, tappa importantissima per la preparazione della prossima conferenza di Copenhagen per la quale mancano solo sei mesi.

Fa un certo effetto entrare in una conferenza delle Nazioni Unite, specialmente per uno come me che queste cose le ha sempre viste solo sui giornali o in televisione: è un po’ come il primo giorno di scuola! Entriamo, ritiriamo i nostri accrediti, indossiamo le nostre magliette; sulla t-shirt c’è un messaggio importantissimo appena ricordato in diretta dal rappresentante dell’Indonesia mentre scrivo questo post: the clock is tick tick ticking. Non bisogna perdere altro tempo!

Facciamo una decina di metri nel Maritim, il centro che ospita la conferenza, ed ecco che scorgiamo uno striscione grandissimo che scende dal secondo piano e recita: “La sopravvivenza non è negoziabile!”.

SURVIVAL IT IS NOT NEGOTIABLE

Ammetto di sentirmi un po’ rincuorato da quel messaggio che ha sciolto l’emozione e la tensione che avevo fino a poco fa. Emozioni che non mancano di riaffiorare durante la sessione di apertura dove mi ha particolarmente impressionato il discorso dei rappresentanti di Grenada che, come portavoce dell’A.O.S.I.S.(Alleanza dei Piccoli Stati Insulari, alcuni dei quali destinati a scomparire a causa dell’innalzamento del livello degli oceani), hanno definito il testo dell’accordo su cui si lavora in questi giorni, e che sarà portato a Copenhagen, non uno sterile insieme di parole, ma la loro vita! Non è certo la prima volta che leggo o sento dichiarazioni di questo tipo da parte dei paesi più afflitti dai cambiamenti climatici, ma devo dire che questa mi ha davvero toccato.

la premiazione del fossile.
la premiazione del fossile.

È la fine del primo giorno e gli amici del CAN (climate action network) assegnano il “fossile della giornata”, ovvero il premio del paese che ha fatto il meglio per dare il peggio.

Al terzo posto di oggi c’è l’Islanda, che annuncia una riduzione per il 2020 sulle emissioni del 1990 del 15%, di molto al di sotto di quanto stabilito a Bali (25-40% in meno). Ricordiamo che per dare un vero contributo i paesi sviluppati dovrebbero ridurre le emissioni del 40% almeno.

Al secondo troviamo l’immancabile Canada, che ha suggerito che tutti i paesi dovrebbero intraprendere ogni azione pattuita nel Piano di Azione di Bali, e non solo gli stati sviluppati.

Ed il vincitore della giornata.. l’Australia! L’Australia ha offerto un già inadeguato taglio del 24% delle emissioni per il 2020, ma solo se tutti i paesi (anche quelli in via di sviluppo) contribuiscano finanziariamente alle azioni per ridurre le emissioni!

Ma due settimane sono lunghe, ci sarà molto tempo per negoziare.

Arrivederci a domani, per altri aggiornamenti sulla giornata di negoziazione, notizie sulla presenza di organizzazioni non governative italiane qui a Bonn, i nuovi fossili della giornata ..e sperando di incontrare presto di persona la delegazione italiana!

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