Looking out over plenary.

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in english below

Questa settimana sono iniziate a Bonn (Bonn III) le consultazioni informali intersessionali del “gruppo di lavoro ad hoc sull’azione cooperativa di lungo termine” (Ad Hoc Working Group on Long-term Cooperative Action – AWG-LCA) e del “gruppo di lavoro ad hoc sugli ulteriori impegni per i Paesi inclusi nell’Allegato I che hanno ratificato il Protocollo di Kyoto” (Ad Hoc Working Group on Further Commitments for Annex I Parties under the Kyoto Protocol – AWG-KP) della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change – UNFCCC). Essendo una consultazione informale non ci sarà una sessione plenaria tra le parti, come ad esempio avvenuto durante Bonn II.
In questa settimana si discuterà e negozierà per concordare e rendere più semplice il testo negoziale (che per ora è di circa 200 pagine!) emerso da Bonn II e che verrà poi utilizzato in dicembre durante la conferenza COP 15 (Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici) che si terrà in Danimarca, a Copenhagen.
I progressi avvenuti durante la scorsa conferenza di Bonn, anche se come spesso sottolineato nei precedenti blog tutto procedeva con estrema lentezza, sono stati essenzialmente buoni; ci sono stati degli avanzamenti sul testo che riflettono in un modo maggiore le azioni che le diverse parti intraprenderanno per risolvere la crisi climatica.
Progressi che non si sono fermati a Bonn II: durante il G8 de L’Aquila e il MEF (forum delle maggiori economie mondiali) i leader dei paesi hanno riconosciuto l’importanza di rimanere sotto i due gradi celsius di riscaldamento globale, e che i paesi sviluppati debbano ridurre le emissioni dei gas serra di almeno l’80% per il 2050. È importante sottolineare come, insieme ai paesi storicamente scettici (Giappone, USA, Australia, Canada, ect..) anche le grandi economie emergenti (Brasile, India, Cina, etc..) hanno evidenziato la necessità di non superare i 2°C di aumento della temperatura media globale, individuando come obiettivi da raggiungere una riduzione delle emissioni di almeno il 50% per il 2050 a livello globale.

Yvo de Boer - a man with a tough & very important job

Yvo de Boer - a man with a tough & very important job

Per mettere in pratica quanto convenuto, l’argomento che verrà discusso durante Bonn III dall’AWG-LCA sarà principalmente l’attuazione del Piano di Azione di Bali (BAP – Bali Action Plan), con tutti i suoi punti chiave, ovvero la visione condivisa, mitigazione, adattamento, trasferimento di tecnologia e aspetti finanziari.
I temi di discussione dell’AWG-KP saranno invece una proposta su ulteriori impegni di riduzione dei gas serra emessi (e su altri aspetti) per i Paesi dell’Annex I del protocollo di Kyoto, strumenti per facilitare le negoziazioni su gli emendamenti del protocollo e sugli impegni di riduzione (come il sistema di scambio – ETS, emission trading scheme – delle quote di emissione dei gas serra, uso del suolo e foreste – LULUCF, land use, land use change and forestry – etc.), proposte sugli obiettivi individuali delle parti.
Potrebbe sembrare un quadro piuttosto roseo della situazione, ma in realtà bisogna stare molto attenti: quello che più preoccupa sono gli obiettivi di riduzione delle emissioni dei paesi industrializzati nel medio-termine – 2020, e i fondi necessari per intervenire, dato che (come ricordato dallo stesso Yvo de Boer, Segretario Esecutivo dell’UNFCCC) senza le risorse finanziarie sarà quasi impossibile raggiungere un accordo al COP15.

For the duration of this week the Maritim Hotel in Bonn is hosting the intercessional informal consultations (or in a simpler way Bonn III) of the “Ad Hoc Working Group on Long-term Cooperative Action” (AWG-LCA) and the “Ad Hoc Working Group on Further Commitments for Annex I Parties under the Kyoto Protocol” (AWG-KP) of the United Nations Framework Convention on Climate Change – UNFCCC.
Unlike Bonn II (the previous UNFCCC conference) there will be no plenaries as we are talking about informal consultations.
During Bonn III there will be discussions and negotiations in order to agree on a effective and feasible negotiating text (right now it is about 200 pages!) that will be then presented during the COP 15 (Conference of the Parties) that will be held in December in Copenhagen.
The way Bonn II progressed, even if the conference was very slow, was essentially positive; now the negotiating text includes specific ideas that different parties will implement in order to solve the climate crisis.
That advancement didn’t stop after Bonn II: the leaders during the G8 of L’Aquila and the MEF (Major Economies Forum) acknowledged the importance of keeping the global warming under the two degrees Celsius, but also the fact that it is crucial to cut the emissions of the developed countries of at least 80% by 2050.
It is important to highlight how, together with historically reluctant countries (such as Japan, Us, Canada, etc.), also the emerging markets economies (such as Brazil, India, China, etc.) underscored the necessity to limit global warming to 2°C, and to aim to cut global greenhouse gas emission by 50% by 2050.
The AWG-LCA sessions at Bonn III will focus on how to put into effect the Bali Action Plan (BAP), with all its key points: shared vision, mitigation, adaptation, finance, and technology transfer.
In the AWG-KP sessions, further commitments for Annex I Parties under the Kyoto Protocol will be discussed, alongside proposals on new targets, how to facilitate negotiations among Parties through the emission trading scheme (ETS), land use, land use change and forestry (LULUCF), etc.
It might look like everything it is going in the right direction, but what appears to be movement on the surface doesn’t necessarily match what is happening below: what worries me most are the mid-term emission reduction targets for developed countries – 2020, and the funds needed to solve this crisis, as it will be impossible to achieve an agreement at COP15 without financial resources, as the UNFCCC Secretary Yvo de Boer highlighted.

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