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ENGLISH TRANSLATION AFTER THE JUMP

100 giorni. Mancano solo 100 giorni alla Conferenza delle Parti di Copenhagen sui cambiamenti climatici.

Quando frequentavo l’ultimo anno di liceo i 100 giorni all’esame rappresentavano una data importantissima. Noi studenti eravamo ufficiosamente “autorizzati” a saltare le lezioni; in quel giorno tutti gli studenti del quinto anno delle scuole superiori pescaresi, organizzati in maniera indipendente, salivano sulle macchine e si recavano al santuario di San Gabriele dell’Addolorata per assistere alla messa e per farsi benedire le penne che poi sarebbero state utilizzate durante il temutissimo esame di maturità.

100 giorni. Anche se poi alla fine la mia comitiva si era buttata soprattutto su vino, gassosa e panini con la porchetta, l’importante è quello che rappresentava per tutti noi quella data: i 100 giorni all’esame. Un periodo che può sembrare ancora così lungo ma che in realtà è estremamente breve. Una giornata che ricorda un po’ il campanello dell’ultimo giro, così per ricordare che anche se l’esame è dietro l’angolo si ha ancora tutto il tempo necessario per risalire la china, prendere in mano i libri e passare i test e le interrogazioni della maturità agevolmente.

In 100 giorni si può fare di tutto, non solo preparare un esame di quinto superiore.
Una prima analisi sugli operati dei governi viene fatta dopo i fatidici 100 giorni, appunto considerato tempo necessario per indirizzare e avviare politiche di importanza anche estrema per un paese.

Napoleone riconquistò la Francia per poi riperderla definitivamente, in 100 giorni.
È lo stesso vale per quella che è la giornata di oggi.

Poco più di tre mesi a Copenhagen, tempo sufficiente sia affinché tutto rimanga così, nulla cambi, assicurandoci un futuro molto più nero di quanto la maggior parte di noi neanche immagini, o sia affinché vengano prese le decisioni necessarie per cambiare il nostro destino sulla terra.

Perché di questo alla fine stiamo parlando: qui non si parla del destino della terra in se, che comunque sopravvivrà a qualsiasi tipo di cambiamento – lento o drastico che sia – adattandosi o reagendo di conseguenza (figuriamoci, è sopravvissuta ad asteroidi, ere glaciali, etc..), ma si parla del nostro destino poiché noi ne pagheremo le conseguenze.

Ci sono ancora 100 giorni, anche se in realtà data l’agenda dell’UNFCC il tempo per negoziare è ancora minore. Quello che chiedo alle persone che, con le dovute proporzioni, ora si trovano nella nostra stessa situazione di alcuni anni fa prima dell’esame di stato, è di fare nulla più ma neanche nulla meno di quanto fece la mia classe: impegnarsi e passare l’esame.

Il tempo è poco, ma molto può essere fatto. In quei giorni per noi l’esame di maturità valeva quasi come la nostra vita. Oggi l’esame di Copenhagen vale la vita: la loro, la nostra, quella dei nostri figli.

Il nostro futuro è nelle vostre mani!

UNFCCC Plenary, Bonn 2009

UNFCCC Plenary, Bonn 2009

100 days. There are only 100 days left before the climate change Conference of Parties in Copenhagen begins.

When I was in the last year of high school the 100 days countdown to the final exams was an extremely important date. The students were informally “authorized” to skip classes; on that day all the students attending the last year of high school were leaving my city by cars, busses or whatever (as long as it was organized by the students themselves) to go to the Sanctuary of Saint Gabriel of Our Lady of Sorrows to worship and bless the pens that in three months time would have been used during the final high school exams.

100 days. Even if in the end me and my friends spent most of the day having wine with gassosa and eating sandwiches with porchetta, what was really important for us was that date itself:100 days to the exams. A period which might look still so long but at the same time is extremely short.

A date that reminds the ring of the last-lap bells; it actually reminds you that the exams are just round the corner, but still there is plenty of time to get back on top, roll up the sleeves, open the books and pass the tests easily.

In 100 days everything can be done, not just prepare an high school final exam.
A first analysis on government it’s done after this amount of time, therefore considered a period long enough to address and implement very important policies for a country.

Napoleon returned from exile to Paris and was definitely defeated again in 100 days.
And it is the same today.

A little bit more than three months to Copenhagen, a period of time short enough to do nothing, so to give ourselves a future with consequences that the majority of the people not even imagine, or long enough to take the right decisions and change our destiny on earth.
Because this is what we are talking about: we are not talking about the destiny of Earth, as it will survive to every change it will occur, adapting itself or reacting consequently (imagine that! It survived asteroids, ice ages, etc..), but we are talking about our destiny because we will be the ones ensuing consequences.

There are still 100 days, even if the UNFCC agenda tell us that the negotiating time it is actually shorter. What I ask to the people that, making the right comparisons, now are in a similar position to the one we were a few years ago before the exams, to do nothing less nothing more than what myself and my classmates did: to commit themselves and pass the tests.

The time is short, but much can be done. In those days the high school final exam for us was almost as important as life. Today the exam that it’s going to take place in Copenhagen this December is as important as life: it will determine the future of our lives, their lives and our kids lives indeed.

Our future is in your hands!

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